Al raduno di sabato mattina c'é poco da stare allegri: in due disertano per
le condizioni e sopratutto le previsioni meteo proibitive e ci ritroviamo in tre
scettici sul da farsi. Infatti piove a dirotto e prima di arrivare in stazione
siamo giá fradici. Sul treno ci diamo fiducia ed arrivati a Fortezza decidiamo
di partire subito invece che attendere la coincidenza che ci avrebbe portato a
Vandoies.
Nessuno in giro (perlomeno su 2 ruote!) troviamo coraggio nei brevi
intervalli che ci offre la pioggia e nei tratti di bosco al coperto: nei pressi
di Luson sinistro incontro con un taglialegna che ipotizziamo essere un
"compagno di merende" del Pacciani.
La pioggia di risparmia mentre risaliamo la Val Luson fino al bivio per
Passo delle Erbe: intorno solo mucche a farci compagnia mentre Luca sembra non
incassare colpi. Scendendo in Val di Funes manchiamo la scorciatoia e ci
dobbiamo sciroppare un bel pezzo di salita su asfalto per salire a St. Maddalena
in Funes: sappiamo che le Odle sono lí davanti a noi, ma nuvole minacciose a
quote bassissime ci privano lo spettacolo.
Corroborati da torta saracena e cioccolata calda che ci scalda fino al
nucleo, ci attardiamo al tepore di un locale fino alle 16.00. Mancano solo 10 Km
ma i 600 m. di dislivello in salita saranno un incubo.
Inizia a piovere di brutto e decidiamo ad un bivio di prendere la via sulla
carta piú breve, che punta direttamente verso il Rifugio Malga Brogles evitando
il giro piú largo da Malga Casnago: errore madornale.
Ci ripariamo sotto un albero dalla grandinata che imperversa per 10 minuti:
ormai abbiamo dato fondo a tutto l'abbigliamento tecnico e non presente nello
zaino, ma l'idea di scaldarci attorno alla stufa del rifugio ci fa dimenticare
le due dita d'acqua piovana nelle scarpe.
Dopo 4 tornanti la larga sterrata, ormai diventata il letto di un torrente,
arriva al capolinea: una traccia di sentiero sale ripidissimo tra radici e
sassi, pensata per volenterosi escursionisti bipedi e non centauri stanchi e
infreddoliti.
Si spinge per 45 minuti tra atroci sforzi e molteplici imprecazioni; poi
come d'incanto incrociamo il sentiero Munklerweg e il rifugio, in cui le tre
simpatiche e giovani gestrici ci riservano l'ultima sorpresa: stufa spenta
("ad agosto non si accende la stufa!"), zero pietá, 14 gradi in
camera, vestiti bagnati e ... alle 22.00 tutti a nanna perché si spegne il
generatore.
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