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Itinerario

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DA ANTERIVO (m. 1206) A PASSO
ROLLE (m. 1980)
Distanza: km 68 - Dislivello:m. 1700
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Da Anterivo raggiungiamo Passo San Lugano
(alt. 1001) al km 7, dove sbuchiamo sulla statale alla chiesa in
cima al passo e scendiamo a destra verso Aguai. Dopo 100 metri, a
un quadrivio imbocchiamo la strada centrale (via Maso Costa), che
presto diventa bianca e ci conduce ad Aguai (km 9). Si attraversa
il paese finché la strada asfaltata comincia a salire. Qui
prendiamo a destra una sterrata che scende nel bosco, seguendo lindicazione
"Molina". Raggiunta Predaia, allaltezza di "casa
Zanetti", poco prima della piazza, saliamo a sinistra per
una ripida strada di porfido. Oltrepassiamo la provinciale e ci
immettiamo sullasfaltata che sale a Castello di Fiemme (km
14). Qui, nella piazza, imbocchiamo a destra via delle Dolomiti.
La percorriamo tutta, poi scendiamo a destra, attraversiamo un
ruscello e, a un trivio, prendiamo la strada bianca di centro.
Poco dopo, prima della salita, una deviazione a destra (sempre
sterrata) scende tra prati, terminando su una strada asfaltata.
La seguiamo a destra per 300 metri superando alcuni incroci. Poi
saliamo a sinistra raggiungendo la piazza principale di Cavalese
(alt. 996, km 17).
Pur svolgendosi quasi esclusivamente su
asfalto, litinerario da Cavalese è affascinante: le
piccole e belle stradine di fondovalle sono pressoché deserte.
Dalla piazza di Cavalese si scende la via principale verso i
giardini. In fondo, a destra, si prende via Giacomo Bresadola
finchè diventa bianca. Superiamo un divieto di transito e poco
dopo, al km 0,8, con un inversione a U scendiamo a destra una
piccola sterrata. Dopo 200 metri giriamo ancora a destra. Poi
incontriamo una ripida strada di porfido sulla quale scendiamo.
Ci immettiamo sulla strada asfaltata e la seguiamo in discesa
fino al fondovalle (km 2,4). Con un sottopasso a sinistra
superiamo la provinciale e attraversiamo il torrente Avisio. Ci
troviamo in località Cascata (il nome non tradisce: ci sono
delle bellissime cascate). Ora l'itinerario prosegue, per
stradine facilmente individuabili, sempre sulla riva destra (sinistra
orografica) del fiume, senza più attraversarlo fino a Predazzo (alt.
1021). Si segue la direzione Masi di Cavalese, Lago di Tesero, Roncosogno,
Zanolin, Roda fino a Predazzo. Qui percorriamo il
tratto di statale che attraversa il paese fino ai trampolini
olimpici, dove un ponte di legno ci permette di raggiungere
nuovamente la riva destra del fiume (sinistra orografica). Dopo
100 metri proseguiamo dritti per una sterrata chiusa da una
sbarra che seguiamo per un chilometro fino a individuare a
sinistra un sentiero che scende nel bosco costeggiando il
torrente.
Attraversiamo alcuni prati di erba
coltivata (proprietà privata, non uscire dalle tracce!) fino a
un ponte che ci immette sulla statale delle Dolomiti. Dopo averla
percorsa per 150 metri, a desta prendiamo la vecchia strada.
Superiamo l'albergo Valsorda e proseguiamo a fianco della
statale fino al ponte successivo. Qui ci riportiamo sull'altra
sponda e seguendo i cartelli raggiungiamo Moena (alt. 1184).Moena,
m 1184. Dalla piazza centrale presso la fontana si va per la
seconda strada di destra, che costeggia il Rio S. Pellegrino e
sale con fondo in pavè in direzione delle Pensioni Ambrosiana e
Garden; dopo 400 m ad un bivio si prende la sterrata di destra (div.
M.M. segn. CAI n. 623) che arriva ad un Crocefisso e sale ripida
verso destra fino alla sbarra in prossimità della strada statale
Moena - Passo S. Pellegrino, la si attraversa per riprendere a
salire in direzione Lusia (segn. CAI n. 621). Inizia qui un lungo
tratto ripido che dopo il Rif. Rezila, m 1761 si accentua
ulteriormente fino al Rif. Passo Lusia, m 2055 (+ km 7,5). Il
panorama è grandioso: davanti si vede la catena delle Pale di S.
Martino a sud il Catinaccio. Si entra ora nel Parco Naturale
delle Pale di S. Martino-Paneveggio, la strada prosegue in
leggera discesa per divenire più avanti pianeggiante fino a
sotto Malga Bocche (segn. CAI n. 623). Oltrepassato un torrente
la strada fa un tornante e inizia a scendere ripidamente (segn.
CAI n. 626) per giungere dopo sette tornanti a Paneveggio presso
la Casa Forestale del Parco, m 1524 (+ km 9,5) (si consiglia la
visita per la presenza di numerosi animali). Alla statale, a
sinistra salendo in breve al bivio per Passo Valles e Passo Rolle;
si continua per la prima in mezzo al bosco con qualche strappo
ripido, la pendenza si attenua in prossimità dell'incrocio con
la strada della Val Venegia.
A destra, sempre su asfalto, in breve al
parcheggio con sbarra (+ km 4,5), oltrepassata la quale si
continua su comoda strada sterrata sempre nel cuore del Parco
Naturale con alla sinistra la meravigliosa catena delle Pale di S.
Martino. La strada, dapprima pianeggiante a fianco del
limpidissimo torrente Travignolo, prosegue per Malga Venegiotta,
m 1824, il Campigolo della Vezzana, da dove prende a salire con
numerosi tornanti dalla pendenza moderata fino al Passo Costazza
nell'ineguagliabile cornice della Baita Segantini (solo ristoro),
senza dubbio uno dei più bei luoghi della catena Alpina, m 2174
(+ km 6,5). Spettacolare panorama sul Cimon della Pala (il
Cervino delle Dolomiti). Per comoda strada sterrata si scende al
Passo Rolle, m 1980, sfiorando la Capanna Cervino (+ km 3).
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DA PASSO ROLLE (m. 1980) A
PALAFAVERA (m. 1520)
Distanza: km 99,5 - Dislivello:m. 1700
|
Dal Passo, scendere per la statale in
direzione di Predazzo e dopo due tornanti, giunti davanti a Malga
Rolle prendere sulla sinistra una stradina (segn. CAI n. 14 - 348)
per Laghetti Colbricon. Oltrepassato il torrente si continua sul
largo sentiero che entra nel bosco e, con andamento ondulato e
fondo molto sconnesso a lastroni che costringe a scendere dalla
bici per alcuni tratti, si perviene al piccolo Rifugio Lago Colbricon, m 1927 (solo ristoro - ottima cucina) (+ km 4).
Da questo punto per la discesa si imbocca
il largo sentiero (segn. CAI n. 14) che contorna il laghetto
superiore, compie un'ansa e scende con pendenza moderata ad
incrociare la pista da discesa proveniente da Punta Ces. Per
questa verso sinistra, con breve tratto ripido verso una sciovia
che punta al sottostante ristorante Malga Ces (incantevole
panorama sulle Pale e sul vicino S. Martino di Castrozza)
scendendo per strada fino a dove riprende l'asfalto, qui subito a
destra (segn. CAI n. 7 - 8 - 368 per Val Cigolera), si rientra
ora nel Parco Naturale di Paneveggio - Pale di S. Martino con
sbarra (div. M.M.). Lo sterrato sale per poco, scende ad un bivio,
oltrepassa la sbarra e punta a sinistra scendendo tre tornanti,
indi verso destra su strada aperta al traffico per breve tratto
in direzione Malga Crel - Lago Calaita. Poco dopo, oltrepassato
un ponte, si prosegue diritti in leggera salita (div. M.M. e segn.
CAI n. 16 - 350 per Malga Crel- Forc.la Calaita), la strada sale
per breve tratto e riprende a scendere moderatamente sempre
immersi in un maestoso bosco di abeti fino ad un bivio; a destra
trovasi la Malga Crel, si prosegue verso sinistra per Malga
Scanaiol - Calaita (segn. CAI n. 350) (+ km 7). Alla successiva
biforcazione, la strada gira a sinistra, scende ripida per tre
tornanti, oltrepassa il torrente Valmesta e continua con fondo
buono (attenzione alle frequenti canalette trasversali per scolo
acqua) fino ad incrociare una stradina che sale a tornanti da
sinistra, prosegue diritta salendo un tratto ripido, si scorge al
di sotto lo slargo dei Prati Dismoni, la pendenza si attenua e
poco dopo punta decisamente in discesa ai Prati, m 1250 (+ km 4).
Si scende ora lungo alcuni tornanti recentemente asfaltati ad
incrociare la statale, qui a sinistra in direzione di S. Martino
di Castrozza e arrivati all'altezza del ristorante Valmesta, m
1100 (+ km 3), si offre la possibilità di una brevissima
deviazione vivamente consigliata per la bellezza del panorama, a
sinistra su sentiero (segn. CAI n. 359), in 200 m alle Baite di Valmesta, Ritornati alla statale sempre in direzione di S.
Martino fino al primo tornante, la si abbandona per girare a
destra su sterrato (segn. CAI n. 713 Rif. Al Velo - Sorgente Idrea), la strada si inoltra piana per poi salire alcuni
tornantini, più avanti incrocia la stradina che viene da S.
Martino (segn. CAI n. 724) e riprende piana (segn. CAI n. 713 -
724)
Nota: questo ampio giro apparentemente
poco logico è stato studiato per consentire la spettacolare
visione delle Pale, è tuttavia possibile accorciarlo scendendo
in centro a S. Martino, ed a fianco della Chiesa imboccare la
stradina (segn. CAI n. 713 - 724) che più avanti diventa un
largo sentiero in direzione di Malga Civertaghe.
Dopo un ponte riprende a salire a tornanti
asfaltati fino a sbucare sui meravigliosi prati al cospetto delle
Cime Velo della Madonna e Sass Maor, si va per lo sterrato in
vista del Rif. Malga Civertaghe, m 1375 (solo ristoro) (+ km 4,5).
Da qui per la prima stradina di destra si scende dopo il piccolo
bacino idroelettrico, e nei pressi di un fienile (segn. Rossi) a
sinistra fiancheggiandolo in breve per stradina molto sconnessa
al successivo bivio, per quello di sinistra giù fino al torrente,
che si oltrepassa riprendendo a salire nel bosco a fianco di una
recinzione. Dopo 100 m si devia a sinistra, imboccando una breve
salita da effettuare a piedi, per riprendere il sentiero n. 724
che, sempre immersi nel bosco, conduce agli ampi prati antistanti
la Malga Prati Ronzi, m 1350 (segn. CAI n. 745). In breve alla
strada che scende con ampio panorama sul Cimerlo dalle cento
torri, ad un bivio riprende l'asfalto a sinistra in direzione Rif.
Petina (solo 5 posti letto), m 1200 (+ km 4,5). Sempre su
stradina asfaltata si punta ora verso i Prati Piereni con
suggestive visioni in particolare nella stagione autunnale, sul Cimerlo, Piz di Sagron ecc., ad un bivio si prosegue diritti
incontrando alcuni casolari isolati, finché inizia la discesa
sempre fra magnifici prati e all'improvviso dopo un'ampia curva
la vista si apre sulla meravigliosa Val Canali. Si continua in
discesa fino al bivio che a sinistra porta all'Agritur La Casera
ed allo Chalet Piereni più in alto; ora si gira a destra, si
attraversa il torrente e si incrocia la strada provinciale, qui
ancora a destra continuando a scendere fino al bivio con la
statale a quota m 1000 (+ km 10,5) a pochissimi km da Fiera di
Primiero. Per la suddetta a sinistra in direzione del Passo Cereda, e ad un tornante in corrispondenza del cartello Torrente
Cereda si prende a destra una stradina sterrata che è d'inverno
una pista naturale per slittini, Costa Aunere, e sale parallela
alla statale a ricongiungersi pochi metri prima del Passo Cereda,
m 1360 (+ km 4,5). Riprende a scendere per la statale con quattro
tornanti, la si abbandona girando verso destra ind. Mis di Sotto;
qui a sinistra in direzione di Carrera - Bezzoi - Zavat, la
stradina asfaltata prosegue al di sotto della statale e, giunta a Zavat, punta in direzione di
Gosaldo, m 1141 (+ km 9). Dalla
chiesa diritti per Rivamonte - Tiser lungo la tranquilla strada
provinciale n. 3 della Valle Imperina, con andamento praticamente
pianeggiante a Forcella Franche, m 998 (+ km 6). Sempre in piano
con belvedere sui gruppi della Moiazza e Tamer, e sulla destra i
Monti del Sole, a Rivamonte Agordino, m 973 (+ km 2).
In direzione di Agordo per circa un
chilometro e a Contrada Miotte, m 887, girare a sinistra per
Voltago Agordino sempre su asfalto in piano fino a Digoman, si
scendono tre tornanti e oltrepassato il torrente risale a Voltago Agordino, m 858, sotto i maestosi Monti Agner e Croda Grande. Per
la statale 347 a destra in direzione Agordo scendendo alcuni
tornanti fino al ponte di Prompicai presso Agordo, m 593, punto
più basso del tour (+ km 8,5). Si abbandona la statale per
prendere sulla sinistra in direzione di Taibon, costeggiando il
torrente Cordevole, in breve al paese dal quale la vista si apre
sulla Valle di S. Lucano col famoso spigolo dell'Agner e le Pale
(+ km 1,5). Qui verso destra in breve alla statale 203, che si
dovrà percorrere per lungo tratto in quanto non esistono
alternative. Purtroppo è una strada ad intenso traffico che si
consiglia di percorrere nelle prime ore del mattino. Oltrepassato
il paese di Listolade, dove si apre la vista sulla famosa Torre
Trieste, in pochi km a Cencenighe Agordino, m 773 (+ km 8),
continuando in direzione Alleghe dopo circa due chilometri la si
abbandona per prendere sulla sinistra la parallela che tocca
Contrada Avoscan, la oltrepassa per uscire dopo circa un
chilometro alle frazioni Sola-Forchiade, riprendere a salire con
lieve pendenza per la stessa fino a Masarè di Alleghe . Si
consiglia una breve deviazione di circa due chilometri prendendo
verso sinistra la stradina che, tra le case e il bosco
costeggiando il lago, porta allo Chalet del Lago, dal quale si
gode di un bel panorama su Alleghe e la muraglia del Civetta.
Ritornati a Masarè, in breve ad Alleghe, m 979 (+ km 9). Dove in
centro per la seconda di destra si prende a salire verso i Piani
di Pezzè che, con pendenza sostenuta, porta a Baita Scoiattolo (solo
ristoro), in 1450 (+ km 5,5). Per il sentiero (segn. CAI n. 564)
si sale con pendenza moderata al di fuori del bosco, per la
ripida stradina che sale a fianco della seggiovia verso Col del
Baldi. Il percorso poi si accentua decisamente per circa un
chilometro costringendo ad affrontare a piedi due tratti di circa
300 m, ripresa la bici lungo la Valle si giunge al culmine di Forc.la Alleghe, m 1820, da dove riprende verso destra una
sconnessa stradina che scende in località Palafavera, m 1520 (+
km 8), stupendo balcone su Pelmo e Civetta.
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DA PALAFAVERA (m. 1520) A
RIFUGIO SENNES (m. 2122)
Distanza: km 46 - Dislivello:m. 1800
|
A sinistra per la statale si sale
facilmente a Forcella Staulanza, m 1773 (+ km 4,5), da dove
inizia la breve discesa e percorsi tre tornanti fino ad un bivio,
prendere verso destra la stradina sterrata ind. Malga Fiorentina
- Rif. Città di Fiume. Sale moderatamente fino alla Malga per
poi accentuarsi con breve strappo e giungere a Rif. Città di
Fiume, m 1918 (punto di transito Alta Via delle Dolomiti n. 1) (+
km 3,5), frequentatissimo nel mesi di luglio e agosto. Per il
sentiero (segn. CAI n. 467) con pendenza moderata in breve alla
Forcella Roan, m 2075, il panorama è magnifico, si vedono oltre
al Pelmo e al Civetta il Becco di Mezzodì e verso destra la Val
Boite con i colossi dell'Antelao e Sorapiss. Il sentiero diventa
ora n. 458 e oltrepassata Malga Prendera sale ripido con tratti
da fare a piedi a Forc.la Col Duro, m 2293, (+ km 6,5) cambia
numero diventa il n. 436 poco prima di Forc.la Ambrizzola dalla
quale si gode di un magnifico panorama su Cortina, Averau, Passo
Giau ecc., per il sentiero (segn. CAI n. 434) si scende al Rif.
Palmieri alla Croda da Lago presso il bel laghetto, m 2046 (+ km
2,5).
Ci attende ora un'inebriante discesa con
tratti molto ripidi (segn. CAI n. 428- 432) che nel fitto del
bosco piomba su Cortina d'Ampezzo. Fare attenzione e seguire la
stradina (segn. CAI n. 428) per circa cinque km; tralasciando una
deviazione verso sinistra per il Lago Aial si continua a scendere
sempre su strada (segn. CAI n. 432) fino all'Hotel Tiziano in
frazione Campo quota 1127 (+ km 7,5). Si raccomanda particolare
prudenza percorrendo le stradine che scendono dai rifugi per il
possibile incontro sia di jeep che di escursionisti. Da frazione
Campo di Sotto si va in direzione dei campeggi, prendendo prima
degli stessi una strada verso sinistra in direzione Campo di
Sopra (segn. CAI n. 425) e frazione Bigontina. Siamo ormai in
centro a Cortina d'Ampezzo, la "perla delle Dolomiti" ,
e giunti dopo due tornanti alla vecchia stazione ferroviaria, dal
piazzale della stessa si punta ora verso nord passando davanti al
Monumento dei Caduti (+ km 3,5). La stradina (div. M. M.) passa a
fianco dell'Hotel Cornelio e prosegue diritta (attenzione e
prudenza oltre ai vari incroci per i numerosissimi pedoni),
sempre su fondo asfaltato fino a Fiames (segn. CAI n. 208)
oltrepassa frazione Maion, poco dopo termina l'asfalto ed entra
nel bosco.
E questo il famoso tracciato della
vecchia ferrovia che un tempo univa Calalzo di Cadore - Cortina -
Dobbiaco e che d'inverno viene usata per la maratona sciistica Dobbiaco-Cortina; l'itinerario la percorre per lungo tratto fino
a Carbonin. Sempre su discreto fondo sterrato con andamento
pressoché pianeggiante si oltrepassa la ex stazioncina di Fiames
e giunti nei pressi di una lunga galleria, la si evita
continuando sulla sinistra per sentiero che la aggira.
Oltrepassata un'altra breve galleria, al ponte del Rio Felizon
riprende a salire dolcemente; a Podestagno, m 1513 (+ km 8) ci si
inoltra nella sterrata fino al Rifugio Ra Stua, m 1668 (+ km 4,5)
e avanti fino al Rifugio Sennes, m 2122 (+ km 5,5).
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DA RIFUGIO SENNES (m. 2122) A
S. CANDIDO (m. 1170)
Distanza: km 66,5 - Dislivello:m. 1150
|
Si sale fino al Rifugio Biella, m. 2327 (+
km 5), poi si torna al Rifugio Sennes e si scende lungo la stessa
sterrata del giorno prima fino a Podestagno (+ km 15),
riprendendo il tracciato della vecchia ferrovia Cortina Dobbiaco, che sale dolcemente verso l'ex
stazioncina, l'Albergo
Ospitale e Passo Cimabanche, tralasciando tutte le stradine e
sentieri che si staccano sia sulla destra che sulla sinistra,
costeggiando per lungo tratto la statale, dopo i laghetti di
Rufledo e Negro arriva al culmine della salita, m 1530 (confine
fra il Veneto e l'Alto Adige) (+ km 6). Il tracciato della ex
ferrovia si stacca ora dalla statale e sempre immerso nel bosco
scende a Carbonin (Schluderbach), m 1438, dove spicca il Grand
Hotel omonimo, sfiorando il Parco Naturale di Fanes-Sennes-Braies
(+ krn 3,5). All'incrocio con la statale 48/bis si gira verso
destra in direzione Misurina, la si percorre per tre tornanti e
giunti nei pressi di un ponte sul torrente la si abbandona
girando a sinistra per una sconnessa stradina sterrata che sale (segn.
CAI variante 3) a riprendere la statale al ponte del Paludetto,
quindi in piano a Misurina e al suo magnifico Lago, m 1745 (+ km
6). Fatta la classica foto a questo celebre sito si ritorna al
bivio della strada per le Tre Cime di Lavaredo, che si dovrà
percorrere con non poche difficoltà in quanto la salita seppur
asfaltata presenta fortissime pendenze dal 15 al 18%; va
affrontata con un'andatura tranquilla e superato il Lago Antorno
cui fanno da sfondo i Cadini, dopo un breve tratto di respiro,
riprende ripidissima fino ai 2330 m del Rif. Auronzo (+ km 7,5).
Inizia qui uno dei più superbi tratti
dolomitici, chi non ha visto almeno una foto delle Tre Cime da Forc.la Lavaredo, sono però necessarie pazienza e cortesia per
il notevole afflusso di escursionisti; si consiglia quindi di
partire di buon mattino. Per la stradina sterrata a fianco del
Rif. si procede in piano (segn. CAI 101 -104) verso il rifugio Lavaredo, alla base delle Tre Cime con panorama sulla destra
verso Auronzo, e giunti presso la chiesetta dei Caduti si potrà
ammirare l'imponente Spigolo Giallo; poco prima del rifugio, si
prende la mulattiera sulla sinistra dello stesso che percorre un
ampio tornante per arrivare alla Forcella Lavaredo, m 2457, quota
massima raggiunta, luogo di incomparabile bellezza con l'emozionante
visione delle pareti nord delle Tre Cime. Si entra ora nel Parco
Naturale delle Dolomiti di Sesto. Proseguendo verso destra per il
largo sentiero n. 101 si scende leggermente per poi risalire e
con breve tratto non ciclabile al Rif. Locatelli, m 2405 (+ km 4,5),
dal quale la visione di questa fantastica trinità è eccezionale.
Inizia ora una impegnativa discesa, per il marcato sentiero (segn.
CAI 102) si scende in breve ai bei laghetti dei Piani, m 2330, la
pendenza ora si acuisce decisamente (attenzione ai meno esperti
si consiglia di percorrere qualche tratto a piedi) e lungo la Val Sassovecchio, giunti davanti alla ardita parete della Cima Una il
sentiero incrocia l'Alta Via n. 5, piega verso sinistra sempre
per segn. 102 arriva al Rif. Fondovalle, m 1526 (+ km 5,5,) da
dove si scorge verso sinistra la stupenda parete della Croda dei
Toni e di Cima Undici. Riprende ora la stradina sterrata in
direzione del Pian Fiscalino, m 1460, ed all'Hotel Dolomitenhof,
indi sempre per sterrato verso sinistra (con segn. CAI n. 102 -
103- 124) in direzione di Sesto Pusteria, m 1317 (+ km 7). In
centro, attraversata la strada (segn. CAI n. 5) verso nord, si
oltrepassa la frazione Ferrara (Schmieden), Case Langer, PichI e Rogen, inoltrandosi nel bosco a destra del laghetto artificiale,
sale per poco, ma con pendenza sostenuta, fino a quota m 1400 per
riprendere a scendere su strada sterrata, sfiora i ruderi di un
castello e arriva a S. Candido (Innichen), m 1170 (+ km 6,5).
|
ANTERIVO
|
1206
|
0,0
|
CAVALESE
|
996
|
17,0
|
MOENA
|
1184
|
37,0
|
PASSO
LUSIA
|
2055
|
44,5
|
PANEVEGGIO
|
1524
|
54,0
|
MALGA
VENEGIOTA
|
1824
|
61,5
|
BAITA
SEGANTINI
|
2174
|
65,0
|
PASSO ROLLE
|
1980
|
68,0
|
RIFUGIO
LAGO COLBRICON
|
1927
|
72,0
|
MALGA
SCANAIOL
|
1745
|
79,0
|
PRATI
DISMONI
|
1250
|
83,0
|
MALGA
CIVERTAGHE
|
1375
|
90,5
|
RIFUGIO
PETINA
|
1200
|
95,0
|
INCROCIO
S.S.
|
1000
|
105,5
|
PASSO
CEREDA
|
1360
|
110,0
|
GOSALDO
|
1141
|
119,0
|
FORCELLA
FRANCHE
|
998
|
125,0
|
RIVAMONTE
AGORDINO
|
973
|
127,0
|
AGORDO (PROMPICAI)
|
593
|
135,5
|
TAIBON
|
615
|
137,0
|
CENCENIGHE
AGORDINO
|
773
|
145,0
|
ALLEGHE
|
979
|
154,0
|
PIAN
PEZZE'
|
1450
|
159,5
|
FORCELLA
ALLEGHE
|
1820
|
164,0
|
PALAFAVERA
|
1520
|
167,5
|
FORCELLA
STAULANZA
|
1773
|
172,0
|
RIFUGIO
CITTA' DI FIUME
|
1918
|
175,5
|
FORCELLA
COL DURO
|
2293
|
182,0
|
RIFUGIO
PALMIERI
|
2046
|
184,5
|
FRAZ
CAMPO
|
1127
|
192,0
|
CORTINA
D'AMPEZZO
|
1211
|
195,5
|
PODESTAGNO
|
1513
|
203,5
|
RIFUGIO
RA STUA
|
1668
|
208,0
|
RIFUGIO SENNES
|
2122
|
213,5
|
RIFUGIO
BIELLA
|
2327
|
218,5
|
RIFUGIO
RA STUA
|
1668
|
229,0
|
PODESTAGNO
|
1513
|
233,5
|
PASSO
CIMABANCHE
|
1530
|
239,5
|
MISURINA
|
1745
|
249,0
|
RIFUGIO
AURONZO
|
2330
|
256,5
|
FORCELLA
LAVAREDO
|
2457
|
258,5
|
RIFUGIO
LOCATELLI
|
2405
|
261,0
|
RIFUGIO
FONDOVALLE
|
1526
|
266,5
|
SESTO
PUSTERIA
|
1317
|
273,5
|
SAN CANDIDO
|
1170
|
280,0
|
|