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TORTOUR 1999

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 Itinerario

DA ANTERIVO (m. 1206) A PASSO ROLLE (m. 1980)
Distanza: km 68 - Dislivello:m. 1700

Da Anterivo raggiungiamo Passo San Lugano (alt. 1001) al km 7, dove sbuchiamo sulla statale alla chiesa in cima al passo e scendiamo a destra verso Aguai. Dopo 100 metri, a un quadrivio imbocchiamo la strada centrale (via Maso Costa), che presto diventa bianca e ci conduce ad Aguai (km 9). Si attraversa il paese finché la strada asfaltata comincia a salire. Qui prendiamo a destra una sterrata che scende nel bosco, seguendo l’indicazione "Molina". Raggiunta Predaia, all’altezza di "casa Zanetti", poco prima della piazza, saliamo a sinistra per una ripida strada di porfido. Oltrepassiamo la provinciale e ci immettiamo sull’asfaltata che sale a Castello di Fiemme (km 14). Qui, nella piazza, imbocchiamo a destra via delle Dolomiti. La percorriamo tutta, poi scendiamo a destra, attraversiamo un ruscello e, a un trivio, prendiamo la strada bianca di centro. Poco dopo, prima della salita, una deviazione a destra (sempre sterrata) scende tra prati, terminando su una strada asfaltata. La seguiamo a destra per 300 metri superando alcuni incroci. Poi saliamo a sinistra raggiungendo la piazza principale di Cavalese (alt. 996, km 17).

Pur svolgendosi quasi esclusivamente su asfalto, l’itinerario da Cavalese è affascinante: le piccole e belle stradine di fondovalle sono pressoché deserte. Dalla piazza di Cavalese si scende la via principale verso i giardini. In fondo, a destra, si prende via Giacomo Bresadola finchè diventa bianca. Superiamo un divieto di transito e poco dopo, al km 0,8, con un inversione a U scendiamo a destra una piccola sterrata. Dopo 200 metri giriamo ancora a destra. Poi incontriamo una ripida strada di porfido sulla quale scendiamo. Ci immettiamo sulla strada asfaltata e la seguiamo in discesa fino al fondovalle (km 2,4). Con un sottopasso a sinistra superiamo la provinciale e attraversiamo il torrente Avisio. Ci troviamo in località Cascata (il nome non tradisce: ci sono delle bellissime cascate). Ora l'itinerario prosegue, per stradine facilmente individuabili, sempre sulla riva destra (sinistra orografica) del fiume, senza più attraversarlo fino a Predazzo (alt. 1021). Si segue la direzione Masi di Cavalese, Lago di Tesero, Roncosogno, Zanolin, Roda fino a Predazzo. Qui percorriamo il tratto di statale che attraversa il paese fino ai trampolini olimpici, dove un ponte di legno ci permette di raggiungere nuovamente la riva destra del fiume (sinistra orografica). Dopo 100 metri proseguiamo dritti per una sterrata chiusa da una sbarra che seguiamo per un chilometro fino a individuare a sinistra un sentiero che scende nel bosco costeggiando il torrente.

Attraversiamo alcuni prati di erba coltivata (proprietà privata, non uscire dalle tracce!) fino a un ponte che ci immette sulla statale delle Dolomiti. Dopo averla percorsa per 150 metri, a desta prendiamo la vecchia strada. Superiamo l'albergo Valsorda e proseguiamo a fianco della statale fino al ponte successivo. Qui ci riportiamo sull'altra sponda e seguendo i cartelli raggiungiamo Moena (alt. 1184).Moena, m 1184. Dalla piazza centrale presso la fontana si va per la seconda strada di destra, che costeggia il Rio S. Pellegrino e sale con fondo in pavè in direzione delle Pensioni Ambrosiana e Garden; dopo 400 m ad un bivio si prende la sterrata di destra (div. M.M. segn. CAI n. 623) che arriva ad un Crocefisso e sale ripida verso destra fino alla sbarra in prossimità della strada statale Moena - Passo S. Pellegrino, la si attraversa per riprendere a salire in direzione Lusia (segn. CAI n. 621). Inizia qui un lungo tratto ripido che dopo il Rif. Rezila, m 1761 si accentua ulteriormente fino al Rif. Passo Lusia, m 2055 (+ km 7,5). Il panorama è grandioso: davanti si vede la catena delle Pale di S. Martino a sud il Catinaccio. Si entra ora nel Parco Naturale delle Pale di S. Martino-Paneveggio, la strada prosegue in leggera discesa per divenire più avanti pianeggiante fino a sotto Malga Bocche (segn. CAI n. 623). Oltrepassato un torrente la strada fa un tornante e inizia a scendere ripidamente (segn. CAI n. 626) per giungere dopo sette tornanti a Paneveggio presso la Casa Forestale del Parco, m 1524 (+ km 9,5) (si consiglia la visita per la presenza di numerosi animali). Alla statale, a sinistra salendo in breve al bivio per Passo Valles e Passo Rolle; si continua per la prima in mezzo al bosco con qualche strappo ripido, la pendenza si attenua in prossimità dell'incrocio con la strada della Val Venegia.

A destra, sempre su asfalto, in breve al parcheggio con sbarra (+ km 4,5), oltrepassata la quale si continua su comoda strada sterrata sempre nel cuore del Parco Naturale con alla sinistra la meravigliosa catena delle Pale di S. Martino. La strada, dapprima pianeggiante a fianco del limpidissimo torrente Travignolo, prosegue per Malga Venegiotta, m 1824, il Campigolo della Vezzana, da dove prende a salire con numerosi tornanti dalla pendenza moderata fino al Passo Costazza nell'ineguagliabile cornice della Baita Segantini (solo ristoro), senza dubbio uno dei più bei luoghi della catena Alpina, m 2174 (+ km 6,5). Spettacolare panorama sul Cimon della Pala (il Cervino delle Dolomiti). Per comoda strada sterrata si scende al Passo Rolle, m 1980, sfiorando la Capanna Cervino (+ km 3).

 

DA PASSO ROLLE (m. 1980) A PALAFAVERA (m. 1520)
Distanza: km 99,5 - Dislivello:m. 1700

Dal Passo, scendere per la statale in direzione di Predazzo e dopo due tornanti, giunti davanti a Malga Rolle prendere sulla sinistra una stradina (segn. CAI n. 14 - 348) per Laghetti Colbricon. Oltrepassato il torrente si continua sul largo sentiero che entra nel bosco e, con andamento ondulato e fondo molto sconnesso a lastroni che costringe a scendere dalla bici per alcuni tratti, si perviene al piccolo Rifugio Lago Colbricon, m 1927 (solo ristoro - ottima cucina) (+ km 4).

Da questo punto per la discesa si imbocca il largo sentiero (segn. CAI n. 14) che contorna il laghetto superiore, compie un'ansa e scende con pendenza moderata ad incrociare la pista da discesa proveniente da Punta Ces. Per questa verso sinistra, con breve tratto ripido verso una sciovia che punta al sottostante ristorante Malga Ces (incantevole panorama sulle Pale e sul vicino S. Martino di Castrozza) scendendo per strada fino a dove riprende l'asfalto, qui subito a destra (segn. CAI n. 7 - 8 - 368 per Val Cigolera), si rientra ora nel Parco Naturale di Paneveggio - Pale di S. Martino con sbarra (div. M.M.). Lo sterrato sale per poco, scende ad un bivio, oltrepassa la sbarra e punta a sinistra scendendo tre tornanti, indi verso destra su strada aperta al traffico per breve tratto in direzione Malga Crel - Lago Calaita. Poco dopo, oltrepassato un ponte, si prosegue diritti in leggera salita (div. M.M. e segn. CAI n. 16 - 350 per Malga Crel- Forc.la Calaita), la strada sale per breve tratto e riprende a scendere moderatamente sempre immersi in un maestoso bosco di abeti fino ad un bivio; a destra trovasi la Malga Crel, si prosegue verso sinistra per Malga Scanaiol - Calaita (segn. CAI n. 350) (+ km 7). Alla successiva biforcazione, la strada gira a sinistra, scende ripida per tre tornanti, oltrepassa il torrente Valmesta e continua con fondo buono (attenzione alle frequenti canalette trasversali per scolo acqua) fino ad incrociare una stradina che sale a tornanti da sinistra, prosegue diritta salendo un tratto ripido, si scorge al di sotto lo slargo dei Prati Dismoni, la pendenza si attenua e poco dopo punta decisamente in discesa ai Prati, m 1250 (+ km 4). Si scende ora lungo alcuni tornanti recentemente asfaltati ad incrociare la statale, qui a sinistra in direzione di S. Martino di Castrozza e arrivati all'altezza del ristorante Valmesta, m 1100 (+ km 3), si offre la possibilità di una brevissima deviazione vivamente consigliata per la bellezza del panorama, a sinistra su sentiero (segn. CAI n. 359), in 200 m alle Baite di Valmesta, Ritornati alla statale sempre in direzione di S. Martino fino al primo tornante, la si abbandona per girare a destra su sterrato (segn. CAI n. 713 Rif. Al Velo - Sorgente Idrea), la strada si inoltra piana per poi salire alcuni tornantini, più avanti incrocia la stradina che viene da S. Martino (segn. CAI n. 724) e riprende piana (segn. CAI n. 713 - 724)

Nota: questo ampio giro apparentemente poco logico è stato studiato per consentire la spettacolare visione delle Pale, è tuttavia possibile accorciarlo scendendo in centro a S. Martino, ed a fianco della Chiesa imboccare la stradina (segn. CAI n. 713 - 724) che più avanti diventa un largo sentiero in direzione di Malga Civertaghe.

Dopo un ponte riprende a salire a tornanti asfaltati fino a sbucare sui meravigliosi prati al cospetto delle Cime Velo della Madonna e Sass Maor, si va per lo sterrato in vista del Rif. Malga Civertaghe, m 1375 (solo ristoro) (+ km 4,5). Da qui per la prima stradina di destra si scende dopo il piccolo bacino idroelettrico, e nei pressi di un fienile (segn. Rossi) a sinistra fiancheggiandolo in breve per stradina molto sconnessa al successivo bivio, per quello di sinistra giù fino al torrente, che si oltrepassa riprendendo a salire nel bosco a fianco di una recinzione. Dopo 100 m si devia a sinistra, imboccando una breve salita da effettuare a piedi, per riprendere il sentiero n. 724 che, sempre immersi nel bosco, conduce agli ampi prati antistanti la Malga Prati Ronzi, m 1350 (segn. CAI n. 745). In breve alla strada che scende con ampio panorama sul Cimerlo dalle cento torri, ad un bivio riprende l'asfalto a sinistra in direzione Rif. Petina (solo 5 posti letto), m 1200 (+ km 4,5). Sempre su stradina asfaltata si punta ora verso i Prati Piereni con suggestive visioni in particolare nella stagione autunnale, sul Cimerlo, Piz di Sagron ecc., ad un bivio si prosegue diritti incontrando alcuni casolari isolati, finché inizia la discesa sempre fra magnifici prati e all'improvviso dopo un'ampia curva la vista si apre sulla meravigliosa Val Canali. Si continua in discesa fino al bivio che a sinistra porta all'Agritur La Casera ed allo Chalet Piereni più in alto; ora si gira a destra, si attraversa il torrente e si incrocia la strada provinciale, qui ancora a destra continuando a scendere fino al bivio con la statale a quota m 1000 (+ km 10,5) a pochissimi km da Fiera di Primiero. Per la suddetta a sinistra in direzione del Passo Cereda, e ad un tornante in corrispondenza del cartello Torrente Cereda si prende a destra una stradina sterrata che è d'inverno una pista naturale per slittini, Costa Aunere, e sale parallela alla statale a ricongiungersi pochi metri prima del Passo Cereda, m 1360 (+ km 4,5). Riprende a scendere per la statale con quattro tornanti, la si abbandona girando verso destra ind. Mis di Sotto; qui a sinistra in direzione di Carrera - Bezzoi - Zavat, la stradina asfaltata prosegue al di sotto della statale e, giunta a Zavat, punta in direzione di Gosaldo, m 1141 (+ km 9). Dalla chiesa diritti per Rivamonte - Tiser lungo la tranquilla strada provinciale n. 3 della Valle Imperina, con andamento praticamente pianeggiante a Forcella Franche, m 998 (+ km 6). Sempre in piano con belvedere sui gruppi della Moiazza e Tamer, e sulla destra i Monti del Sole, a Rivamonte Agordino, m 973 (+ km 2).

In direzione di Agordo per circa un chilometro e a Contrada Miotte, m 887, girare a sinistra per Voltago Agordino sempre su asfalto in piano fino a Digoman, si scendono tre tornanti e oltrepassato il torrente risale a Voltago Agordino, m 858, sotto i maestosi Monti Agner e Croda Grande. Per la statale 347 a destra in direzione Agordo scendendo alcuni tornanti fino al ponte di Prompicai presso Agordo, m 593, punto più basso del tour (+ km 8,5). Si abbandona la statale per prendere sulla sinistra in direzione di Taibon, costeggiando il torrente Cordevole, in breve al paese dal quale la vista si apre sulla Valle di S. Lucano col famoso spigolo dell'Agner e le Pale (+ km 1,5). Qui verso destra in breve alla statale 203, che si dovrà percorrere per lungo tratto in quanto non esistono alternative. Purtroppo è una strada ad intenso traffico che si consiglia di percorrere nelle prime ore del mattino. Oltrepassato il paese di Listolade, dove si apre la vista sulla famosa Torre Trieste, in pochi km a Cencenighe Agordino, m 773 (+ km 8), continuando in direzione Alleghe dopo circa due chilometri la si abbandona per prendere sulla sinistra la parallela che tocca Contrada Avoscan, la oltrepassa per uscire dopo circa un chilometro alle frazioni Sola-Forchiade, riprendere a salire con lieve pendenza per la stessa fino a Masarè di Alleghe . Si consiglia una breve deviazione di circa due chilometri prendendo verso sinistra la stradina che, tra le case e il bosco costeggiando il lago, porta allo Chalet del Lago, dal quale si gode di un bel panorama su Alleghe e la muraglia del Civetta. Ritornati a Masarè, in breve ad Alleghe, m 979 (+ km 9). Dove in centro per la seconda di destra si prende a salire verso i Piani di Pezzè che, con pendenza sostenuta, porta a Baita Scoiattolo (solo ristoro), in 1450 (+ km 5,5). Per il sentiero (segn. CAI n. 564) si sale con pendenza moderata al di fuori del bosco, per la ripida stradina che sale a fianco della seggiovia verso Col del Baldi. Il percorso poi si accentua decisamente per circa un chilometro costringendo ad affrontare a piedi due tratti di circa 300 m, ripresa la bici lungo la Valle si giunge al culmine di Forc.la Alleghe, m 1820, da dove riprende verso destra una sconnessa stradina che scende in località Palafavera, m 1520 (+ km 8), stupendo balcone su Pelmo e Civetta.

 

DA PALAFAVERA (m. 1520) A RIFUGIO SENNES (m. 2122)
Distanza:  km 46 - Dislivello:m. 1800

 

A sinistra per la statale si sale facilmente a Forcella Staulanza, m 1773 (+ km 4,5), da dove inizia la breve discesa e percorsi tre tornanti fino ad un bivio, prendere verso destra la stradina sterrata ind. Malga Fiorentina - Rif. Città di Fiume. Sale moderatamente fino alla Malga per poi accentuarsi con breve strappo e giungere a Rif. Città di Fiume, m 1918 (punto di transito Alta Via delle Dolomiti n. 1) (+ km 3,5), frequentatissimo nel mesi di luglio e agosto. Per il sentiero (segn. CAI n. 467) con pendenza moderata in breve alla Forcella Roan, m 2075, il panorama è magnifico, si vedono oltre al Pelmo e al Civetta il Becco di Mezzodì e verso destra la Val Boite con i colossi dell'Antelao e Sorapiss. Il sentiero diventa ora n. 458 e oltrepassata Malga Prendera sale ripido con tratti da fare a piedi a Forc.la Col Duro, m 2293, (+ km 6,5) cambia numero diventa il n. 436 poco prima di Forc.la Ambrizzola dalla quale si gode di un magnifico panorama su Cortina, Averau, Passo Giau ecc., per il sentiero (segn. CAI n. 434) si scende al Rif. Palmieri alla Croda da Lago presso il bel laghetto, m 2046 (+ km 2,5).

Ci attende ora un'inebriante discesa con tratti molto ripidi (segn. CAI n. 428- 432) che nel fitto del bosco piomba su Cortina d'Ampezzo. Fare attenzione e seguire la stradina (segn. CAI n. 428) per circa cinque km; tralasciando una deviazione verso sinistra per il Lago Aial si continua a scendere sempre su strada (segn. CAI n. 432) fino all'Hotel Tiziano in frazione Campo quota 1127 (+ km 7,5). Si raccomanda particolare prudenza percorrendo le stradine che scendono dai rifugi per il possibile incontro sia di jeep che di escursionisti. Da frazione Campo di Sotto si va in direzione dei campeggi, prendendo prima degli stessi una strada verso sinistra in direzione Campo di Sopra (segn. CAI n. 425) e frazione Bigontina. Siamo ormai in centro a Cortina d'Ampezzo, la "perla delle Dolomiti" , e giunti dopo due tornanti alla vecchia stazione ferroviaria, dal piazzale della stessa si punta ora verso nord passando davanti al Monumento dei Caduti (+ km 3,5). La stradina (div. M. M.) passa a fianco dell'Hotel Cornelio e prosegue diritta (attenzione e prudenza oltre ai vari incroci per i numerosissimi pedoni), sempre su fondo asfaltato fino a Fiames (segn. CAI n. 208) oltrepassa frazione Maion, poco dopo termina l'asfalto ed entra nel bosco.

E’ questo il famoso tracciato della vecchia ferrovia che un tempo univa Calalzo di Cadore - Cortina - Dobbiaco e che d'inverno viene usata per la maratona sciistica Dobbiaco-Cortina; l'itinerario la percorre per lungo tratto fino a Carbonin. Sempre su discreto fondo sterrato con andamento pressoché pianeggiante si oltrepassa la ex stazioncina di Fiames e giunti nei pressi di una lunga galleria, la si evita continuando sulla sinistra per sentiero che la aggira. Oltrepassata un'altra breve galleria, al ponte del Rio Felizon riprende a salire dolcemente; a Podestagno, m 1513 (+ km 8) ci si inoltra nella sterrata fino al Rifugio Ra Stua, m 1668 (+ km 4,5) e avanti fino al Rifugio Sennes, m 2122 (+ km 5,5).

 

DA RIFUGIO SENNES (m. 2122) A S. CANDIDO (m. 1170)
Distanza:  km 66,5 - Dislivello:m. 1150

 

Si sale fino al Rifugio Biella, m. 2327 (+ km 5), poi si torna al Rifugio Sennes e si scende lungo la stessa sterrata del giorno prima fino a Podestagno (+ km 15), riprendendo il tracciato della vecchia ferrovia Cortina – Dobbiaco, che sale dolcemente verso l'ex stazioncina, l'Albergo Ospitale e Passo Cimabanche, tralasciando tutte le stradine e sentieri che si staccano sia sulla destra che sulla sinistra, costeggiando per lungo tratto la statale, dopo i laghetti di Rufledo e Negro arriva al culmine della salita, m 1530 (confine fra il Veneto e l'Alto Adige) (+ km 6). Il tracciato della ex ferrovia si stacca ora dalla statale e sempre immerso nel bosco scende a Carbonin (Schluderbach), m 1438, dove spicca il Grand Hotel omonimo, sfiorando il Parco Naturale di Fanes-Sennes-Braies (+ krn 3,5). All'incrocio con la statale 48/bis si gira verso destra in direzione Misurina, la si percorre per tre tornanti e giunti nei pressi di un ponte sul torrente la si abbandona girando a sinistra per una sconnessa stradina sterrata che sale (segn. CAI variante 3) a riprendere la statale al ponte del Paludetto, quindi in piano a Misurina e al suo magnifico Lago, m 1745 (+ km 6). Fatta la classica foto a questo celebre sito si ritorna al bivio della strada per le Tre Cime di Lavaredo, che si dovrà percorrere con non poche difficoltà in quanto la salita seppur asfaltata presenta fortissime pendenze dal 15 al 18%; va affrontata con un'andatura tranquilla e superato il Lago Antorno cui fanno da sfondo i Cadini, dopo un breve tratto di respiro, riprende ripidissima fino ai 2330 m del Rif. Auronzo (+ km 7,5).

Inizia qui uno dei più superbi tratti dolomitici, chi non ha visto almeno una foto delle Tre Cime da Forc.la Lavaredo, sono però necessarie pazienza e cortesia per il notevole afflusso di escursionisti; si consiglia quindi di partire di buon mattino. Per la stradina sterrata a fianco del Rif. si procede in piano (segn. CAI 101 -104) verso il rifugio Lavaredo, alla base delle Tre Cime con panorama sulla destra verso Auronzo, e giunti presso la chiesetta dei Caduti si potrà ammirare l'imponente Spigolo Giallo; poco prima del rifugio, si prende la mulattiera sulla sinistra dello stesso che percorre un ampio tornante per arrivare alla Forcella Lavaredo, m 2457, quota massima raggiunta, luogo di incomparabile bellezza con l'emozionante visione delle pareti nord delle Tre Cime. Si entra ora nel Parco Naturale delle Dolomiti di Sesto. Proseguendo verso destra per il largo sentiero n. 101 si scende leggermente per poi risalire e con breve tratto non ciclabile al Rif. Locatelli, m 2405 (+ km 4,5), dal quale la visione di questa fantastica trinità è eccezionale. Inizia ora una impegnativa discesa, per il marcato sentiero (segn. CAI 102) si scende in breve ai bei laghetti dei Piani, m 2330, la pendenza ora si acuisce decisamente (attenzione ai meno esperti si consiglia di percorrere qualche tratto a piedi) e lungo la Val Sassovecchio, giunti davanti alla ardita parete della Cima Una il sentiero incrocia l'Alta Via n. 5, piega verso sinistra sempre per segn. 102 arriva al Rif. Fondovalle, m 1526 (+ km 5,5,) da dove si scorge verso sinistra la stupenda parete della Croda dei Toni e di Cima Undici. Riprende ora la stradina sterrata in direzione del Pian Fiscalino, m 1460, ed all'Hotel Dolomitenhof, indi sempre per sterrato verso sinistra (con segn. CAI n. 102 - 103- 124) in direzione di Sesto Pusteria, m 1317 (+ km 7). In centro, attraversata la strada (segn. CAI n. 5) verso nord, si oltrepassa la frazione Ferrara (Schmieden), Case Langer, PichI e Rogen, inoltrandosi nel bosco a destra del laghetto artificiale, sale per poco, ma con pendenza sostenuta, fino a quota m 1400 per riprendere a scendere su strada sterrata, sfiora i ruderi di un castello e arriva a S. Candido (Innichen), m 1170 (+ km 6,5).

 

ANTERIVO

1206

0,0

CAVALESE

996

17,0

MOENA

1184

37,0

PASSO LUSIA

2055

44,5

PANEVEGGIO

1524

54,0

MALGA VENEGIOTA

1824

61,5

BAITA SEGANTINI

2174

65,0

PASSO ROLLE

1980

68,0

RIFUGIO LAGO COLBRICON

1927

72,0

MALGA SCANAIOL

1745

79,0

PRATI DISMONI

1250

83,0

MALGA CIVERTAGHE

1375

90,5

RIFUGIO PETINA

1200

95,0

INCROCIO S.S.

1000

105,5

PASSO CEREDA

1360

110,0

GOSALDO

1141

119,0

FORCELLA FRANCHE

998

125,0

RIVAMONTE AGORDINO

973

127,0

AGORDO (PROMPICAI)

593

135,5

TAIBON

615

137,0

CENCENIGHE AGORDINO

773

145,0

ALLEGHE

979

154,0

PIAN PEZZE'

1450

159,5

FORCELLA ALLEGHE

1820

164,0

PALAFAVERA

1520

167,5

FORCELLA STAULANZA

1773

172,0

RIFUGIO CITTA' DI FIUME

1918

175,5

FORCELLA COL DURO

2293

182,0

RIFUGIO PALMIERI

2046

184,5

FRAZ CAMPO

1127

192,0

CORTINA D'AMPEZZO

1211

195,5

PODESTAGNO

1513

203,5

RIFUGIO RA STUA

1668

208,0

RIFUGIO SENNES

2122

213,5

RIFUGIO BIELLA

2327

218,5

RIFUGIO RA STUA

1668

229,0

PODESTAGNO

1513

233,5

PASSO CIMABANCHE

1530

239,5

MISURINA

1745

249,0

RIFUGIO AURONZO

2330

256,5

FORCELLA LAVAREDO

2457

258,5

RIFUGIO LOCATELLI

2405

261,0

RIFUGIO FONDOVALLE

1526

266,5

SESTO PUSTERIA

1317

273,5

SAN CANDIDO

1170

280,0